Che bella settimana, completamente all'insegna di ciò che al mondo mi piace di puù..il cinema. Questa è la tabella di marcia che ho seguito:
- Lunedì: Factory Girl, di George Hickenlooper. Film interessante ma non travolgente; biografia della famossissima Edie Sedgwick, nascita, apice e tramonto della più bella delle muse di Andy Warhol.
- Martedì: Cronaca di un amore, di Michelangelo Antonioni. Primo lungometraggio (datato 1950) del grande regita, dove si racconta una storia d'amore travagliata, iniziata durante la guerra e proseguita sino al 1950 tra morti e lontanaze.
- Mercoledì: Solino, di Faith Akin. Quarto film del regista Turco autore de La sposa Turca. Tema principale ancora una volta l'emigrazione; in scena una famiglia Italiana che negli anni '60 emigra in Germania, fenomeno comunissimo in quel periodo. Il film è emozionante ed intenso, il regista si conferma un talento, riuscendo ad analizzare in maniera molto profonda una situazione dai caratteri particolarissimi.
- Giovedì: La Notte, di Michelangelo Antonioni. Datato 1961 è il settimo lungometraggio del regista, il secondo di una trilogia che ha per argomento l'incomunicabilità. Il film si svolge nell'arco di poche ore, dalla sera tardi all'alba del giorno dopo, e si mostra in maniera elegante e sublime il processo di dissoluzione, la fine di una coppia di sposi. Tutto il film è giocato sui silenzi ed i repentini cambi d'umore, che descrivono meglio di inutili parole ciò che sta accadendo; gli sguardi, i finti sorrisi, i gesti vuoti ed inutili sono il reale motore di un capolavoro.
- Venerdì: L'uomo di Vetro, di Stefano Incerti. Il film racconta la storia del primo pentito di mafia, Leonardo Vitale, la cui fine è prevedibile. Il film parte bene, interessante la regia ed i dialoghi; durante lo svolgimento però si perde, poggiandosi troppo sulla bravura recitativa del protagonista (David Coco) e non andando a fonda sulla storia legale che accompagna la tragica vicenda. Nel complesso è comunque un'opera valida.
- Sabato (oggi): Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck. Era da tanto che non andavo al cinema la mattina, è stato emozionante quasi. Il film è tra i più belli della stagione(del 2006, in Italia è uscito ufficialmente ad aprile), racconta del regime reppressivo della germania est prima della caduta del muro, dello spionaggio da parte della Stasi sui cittadini della DDR. Grande interpretazione di Ulrich Muhe, morto pochi mesi dopo l'uscita del film. L'opera è nel complesso potente, la regia (la prima del regista) impeccabile, la fotografia eccellente, il montaggio ben calibrato ed equilibrato. Le emozioni non mancano, e nemmeno lo sconforto, soprattutto per me, che alla fine del film non sapevo più cosa pensare, sul regime e su tutte le mie credenze preconfezionate..chi non l'ha visto lo veda..nota meravigliosa della post visione son stati gli applausi unanimi.